mercoledì 11 dicembre 2019

MES, gli Avvoltoi ringraziano (Fonte Ufficiale Teleborsa)

Continuano a non raccontare la verità, a non voler ammettere che il nuovo Trattato è pericolosissimo per l'Italia.

Dicono che è stata addirittura una vittoria contro il fronte rigorista, e che in fondo è cambiato ben poco: la valutazione circa la sostenibilità del debito era prevista anche in precedenza, e non c'è nessun automatismo circa la ristrutturazione del debito pubblico.

Nascondono la corda del boia, il fatto che ci sono due sistemi di intervento:

  • il primo tipo di aiuto ha carattere precauzionale, e può essere chiesto dagli Stati sulla base di una semplice Lettera di Intenti. Sono ammessi solo quelli che rientrano nei parametri del Fiscal Compact sul deficit strutturale e sulla riduzione del debito eccedente il 60% del PIL, e che non presentano rischi macroeconomici sulla base dei criteri definiti dalla Unione europea. Ottengono la linea di credito a pronta cassa, perché sono già ritenuti affidabili. Si impegnano, con la richiesta, a rispettare la sostenibilità del debito ed a restituire il prestito ottenuto;
  • il secondo tipo di aiuto ha carattere "rafforzato", e può essere concesso ai Paesi che non rispettano uno o più parametri stabiliti per la ammissibilità alla concessione degli aiuti precauzionali. In questo caso, dopo aver verificato la sostenibilità complessiva del debito, visto che oltre a quello già esistente bisogna aggiungere anche la restituzione del nuovo prestito che viene richiesto al MES. In questo caso, l'aiuto è soggetto ad una serie di severe condizioni: lo Stato richiedente deve firmare un MoU, un Accordo vincolante come quello che fu imposto dalla Troika alla Grecia. In pratica, è una resa incondizionata, con la perdita di qualsiasi autorità in materia fiscale, di spesa, e finanziaria.


Poiché l'Italia non rispetta i requisiti per avvedere agli aiuti precauzionali, è costretta a subire l'esame di sostenibilità del debito. Può darsi che si decida che non è sostenibile, ed allora partono i rimedi: una patrimoniale notturna, con il congelamento delle disponibilità sui conti correnti, sui conti di deposito, sui conti di gestione dei titoli. Ipoteche legali sulle case, e così via. E' una misura cautelativa, in vista del prelievo di almeno 500 miliardi di euro, che va fatta per evitare che si facciano trasferimenti di fondi all'estero o che si trasformino i depositi in assegni circolari. Questo prelievo patrimoniale sui cittadini italiani servirà a ridurre il debito in circolazione: con l'incasso prelevato, si chiamano all'asta le singole emissioni, e si comincia a rimborsare.



C'è molto di peggio: anche i detentori di titoli del debito pubblico potrebbero essere chiamati a contribuire, come è successo in Grecia. In pratica, i titoli in circolazione vengono sostituiti da altri, che hanno un valore inferiore: un taglio, detto "haircut", che può andare dal 10% in su. Questa è la perdita sull'investimento che deriva dalla ristrutturazione.

Visto lo shock fortissimo, sociale, politico ed economico, la speculazione comincerebbe a vendere titoli, soprattutto dall'estero, facendone crollare il valore. Come è accaduto in Grecia, i Fondi Avvoltoio comprerebbero i titoli anche al 40% del valore facciale. Per la paura, si svende: nessuno sa come andrà a finire.

E così saranno gli speculatori a guadagnare: incasseranno la differenza tra il prezzo a cui hanno comprato i titoli sul mercato in un momento di panico e l'incasso che otterranno al momento del rimborso, seppure parziale, a seguito della ristrutturazione del debito.

Comunque la si giri, la riforma del MES è pericolosissima per l'Italia. Non abbiamo la possibilità di avere gli aiuti precauzionali, e dobbiamo seguire una trafila lunga, complessa e drammatica per ottenere gli aiuti "rafforzati", che prevedono la cessione della sovranità economica e finanziaria. Nel frattempo, succede di tutto, a vantaggio degli Avvoltoi: i soldi si fanno comprando da chi è disperato.

Un Trattato scritto da chi conosce fin troppo bene i ricatti dei mercati.

MES, gli Avvoltoi ringraziano.


Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Se lo dice un esperto !

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