martedì 31 dicembre 2019

Perche' i Siciliani ed il Sud tutto non dovrebbero mai piu' votare PD e Renzi. Il Patto scellerato Crocetta-Renzi che ha incaprettato 6 milioni di Siciliani. Ho lanciato una Petizione Europea per contestare l'errata applicazione dello Stato Italiano di una norma Costituzionale con grave danno ai Siciliani. Raffaele Lombardo è stato un vero Siciliano vi spiego perche'.


Nella solenne cerimonia di Agrigento si firmò un Patto con ben pochi progetti “chiavi in mano”. 

Renzi e Crocetta avevano pomposamente dichiarato che l’accordo con un valore complessivo di 5.750 miliardi di euro, di cui 2.320 da impiegare nel 2016 e 2017,  cui si aggiunge 1 miliardo per le tre città metropolitane, che serviranno a finanziare le opere individuate.

Si trattava dei finanziamenti del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), i vecchi fondi FAS per capirci meglio. Soldi che appartengono già al Sud (per l’80%) e alla Sicilia. 

Si tratta dei fondi di finanziamento nazionale per le aree sottosviluppate che, in attuazione dei regolamenti UE, si aggiungono ai Fondi Strutturali europei.


Nessun nuovo finanziamento dunque, nessun finanziamento aggiuntivo, tutta una messinscena per coprire la svendita che il Partito Democratico Siciliano con la complicità del Partito Democratico Nazionale aveva fatto nei confronti della Sicilia e della cattiva considerazione che questo pseudo-partito di sinistra ha del Sud e dei Lavoratori.
Anzi, quel fondo si è notevolmente ridotto a causa dei continui ed illegittimi prelevamenti del Governo nazionale che, come se si fosse trattato di un Bancomat, ne ha usati gran parte per spese di carattere generale che, quindi, non rispettavano la percentuale spettante al Sud.
Il Fondo Sviluppo e Coesione era in origine di 55 miliardi; adesso sono diventati 38. 
17 miliardi si sono volatilizzati in spese principalmente dirette verso le aree forti del Paese. 
Di questi 38 miliardi ne vengono peraltro distribuiti molti meno con il Masterplan per il Sud (ossia con i cosiddetti Patti).
In questo scenario arriviamo tornando indietro al vero tradimento:
Crocetta stava Governando ma proprio in considerazione che le competenze finanziarie che lo Stato Italiano doveva in virtù dello Statuto Siciliano, art.36 e 37, non arrivavano, il suo Governo per coprire il disavanzo e non andare a casa (un vero Siciliano avrebbe dato le dimissioni) viene ricattato dall'allora Governo Renzi.
Renzi offriva un elemosina per approvare il bilancio, un cash 500 milioni di euro (già incassati?), la Sicilia accettava di ritirare entro il 30 settembre, tutti i ricorsi, in materia di finanza pubblica, presentati contro lo Stato davanti agi opportuni organi giurisdizionali, nonchè la rinuncia di tutte le somme già riconusciutele dalle sentenze emesse contro lo Stato dai suddetti organi tra il 2014 ed il 2016.
Mezzo miliardo che secondo molti deputati non sarebbe “reale” ma solo frutto di un accordo politico. Mezzo miliardo che non è stato certificato dalla Ragioneria generale né da una deliberazione di giunta. Mezzo miliardo che per tanti è “nullo”. 
Infatti e qui bisogna dare merito a Raffaele Lombardo che con tutte le sue problematiche ha instaurato un lungo e continuo contenzioso con lo Stato, attraverso ricorsi su ricorsi che in parte sono stato riconosciuti dopo decenni dalla consulta.
Insomma una sorta di riscossa affossata attraverso il coltello alla gola dal Governo Renzi del PD.
Nel Giugno 2014 il capo del Governo nazionale, Matteo Renzi, il presidente della Regione, Crocetta, e tutto lo stato maggiore del PD siciliano decidono di bloccare gli effetti delle sentenze della Corte Costituzionale fino al 2017.
Invece allora Governo Lombardo fece una crono-programma di opposizione e ricorsi contro il Governo vanificati poi dal patto scellerato.
Un esempio ma i ricorsi sono molti di piu';
2 gennaio del 2012 Raffaele Lombardo si oppone allo Stato riguardo a due commi previsti nella legge di stabilità nazionale. Quei commi (il 10 e l'11) contengono disposizioni relative al patto di stabilità delle regioni a Statuto speciale. 
Il 23 febbraio del 2012 la giunta regionale dà mandato al presidente Lombardo di avanzare un nuovo ricorso. Anche in questo caso di fronte alla Corte costituzionale. Un'altra norma statale avrebbe violato quei principi. Si tratta del decreto legge del 6 dicembre del 2011. 
Il ricorso economicamente più “pesante”, invece, è quello avanzato dal governo Lombardo con la delibera di giunta del 2 ottobre 2012 contro il decreto legge del 6 luglio di quell'anno. Sono stati “impugnati” in particolare gli articoli 4 e 16. I
Fino ad arrivare al 2014 sono agli atti – questi sì – importantissimi pronunciamenti della Corte Costituzionale che hanno apertamente riconosciuto il diritto della Regione siciliana di riscuotere tutte le entrate legate alla sua capacità fiscale e non soltanto quelle riscosse effettivamente sul suo territorio.
Il nostro Statuto lo Statuto della Regione siciliana  all’articolo 36 stabilisce che al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della Regione. 
Ciò significa che tutte le entrate fiscali derivanti da redditi patrimoniali della Regione siciliana sono della stessa Regione siciliana.
Che significa questo? 
Semplice: che la Regione siciliana gode di finanza propria. Non di finanza derivata (dallo Stato), né di finanza trasferita (come invece succede agli enti locali che ricevono i fondi dallo Stato o dalla Regione).
I problemi di Bilancio della Regione cosa che si chiarirà molto bene nel 2015 erano legati al fatto che la Regione vantava crediti nei riguardi dello Stato e, in parte, di privati che, stranamente, non si materializzavano mai!
Per molti, questo accordo ha svilito l’Autonomia siciliana e ridimensionato l’importanza dello Statuto Speciale. È stato interpretato come una “resa incondizionata” del Governo Regionale a quello di Roma. 
Chiedetelo ai signori del PD siciliano! 
Ma è pure vero che da quel settembre 2016 sono passati quasi tre anni in cui è mancata una cabina di regia a Palazzo d’Orléans.
Musumeci rompa il patto scellerato e proceda con il contenzioso anche a rischio di andare a casa, comunque alle prossime elezioni sarebbe rieletto.
La Sicilia e in modo bipartizan i politici Siciliani hanno male utilizzato lo Statuto favorendo assunzioni e clientelismo, e per questo non sono giustificabili.
Non bisogna nascondersi dietro nulla , ma i diritti Costituzionali vanno riconosciuti e mi piacerebbe che Giletti nelle sue trasmissioni contro la Sicilia parlasse anche di questo che forse farà meno audience ma sicuramente sarebbe un servizio pubblico al Sud ed ai Siciliani.
Fra l'altro molti soldi la Regione Siciliana e il suo Governatore Musumeci li possono ottenere per infrastrutture e altri progetti, dall'Europa attraverso la Bei ed altri enti.
Bisogna solo avere una cabina di regia di esperti e patnership pubblico e privato.
Anche in questo caso sto prendendo informazioni presso la Bei e privati per investire in Infrastrutture di mobilità.
Comunque faro' una petizione Europea per la violazione di alcuni diritti Costituzionali presso Europa e attivando una procedura d'infrazione presso la Corte di Giustizia Europea si pronuncia sui ricorsi contro gli Stati o le istituzioni per inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'Unione.

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