mercoledì 19 febbraio 2020

RIFORMA DEL PROCESSO PENALE A COSTITUZIONE VIGENTE SECONDO CARLO TAORMINA,ORDINARIO DI PROCEDURA PENALE,AVVOCATO PENALISTA,EX MAGISTRATO E EX PARLAMENTARE.


1.Indagini svolte esclusivamente dalla polizia perché le forze dell’ordine vengono appositamente formate a svolgerle,mentre i pubblici ministeri non ne capiscono niente e improvvisano.

 2.Istituzione di una giurisdizione delle indagini preliminari che,in forma monocratica controlli l’operato della polizia e in forma collegiale adotti i provvedimenti su libertà personale e intercettazioni con provvedimenti ricorribili solo per cassazione. 

3.Trasmissione del complesso delle indagini compiute dalla polizia al pubblico ministero il quale avanzerà le sue richieste di archiviazione o di rinvio a giudizio al giudice dell’udienza preliminare. 

4.Fortissimo rafforzamento dei poteri del giudice dell’udienza preliminare dal punto di vista dell’acquisizione delle prove al fine di favorire la archiviazione quando l’accusa risulti infondata, il proscioglimento in tutti i casi di mancanza o insufficienza delle prove,il rinvio a giudizio salvo richieste di giudizio abbreviato o patteggiamento che saranno sicuramente più numerose perche’ l’imputato conoscerà molte più prove rispetto a quel che accade ora. 

5.Limitazione della libertà personale in carcere solo per violenza e criminalità organizzata con provvedimento collegiale ricorribile solo per cassazione. Introduzione della liberazione su cauzione con custodia cautelare per tutto il processo in caso di violazione degli obblighi.Previsione generale di custodia cautelare in arresti domiciliari. 

6.Patteggiamento e giudizio abbreviato,secco o condizionato,di generale applicazione per tutti i reati , ma prevedendo diminuzioni di pena diverse a seconda del tipo dei reati e consentendone le richieste anche in sede dibattimentale con fissazione di un termine ,che dovrà essere obbligatoria per i reati più gravi come quelli di criminalità organizzata e quelli di competenza della corte d’assise. 

7.Identita’ di regole tra giurisdizione monocratica e giurisdizione collegiale con esclusione di interventi del giudice nei procedimenti di formazione delle prove che non siano diretti a garantire la correttezza degli esami e di poteri anche meramente suppletivi in tema di introduzione delle prove. 

8.Dichiarazione di impugnazione delle sentenze da formularsi al momento della lettura del dispositivo. Motivazione succinta in caso di mancata dichiarazione di impugnazione. 

9.Rigorosa osservanza del principio di specificità dei motivi di impugnazione e declaratoria di eventuale inammissibilità da parte del giudice a quo,salvo che per carenza di interesse o di legittimazione. Provvedimento adottabile de plano ma riesaminabile dal giudice di secondo grado su richiesta dell’appellante. 

10.Giudizio di appello da ammodernare nel rigoroso rispetto del principio di collegialità. Proponibilità,con indicazione obbligatoria nell’atto di appello,di prove pertinenti ed acquisizione von le forme previste per il dibattimento di primo grado. 

11.Riaffermazione del principio devolutivo e del divieto di riformatio in peius nel giudizio d’appello. 

12.Dichiarazione di impugnazione della sentenza d’appello con ricorso per cassazione da formularsi al momento della lettura del dispositivo.

13. Reintroduzione di tutti i vizi di motivazione ,che non significhino esame del merito,come motivi di ricorso per cassazione,per contrastare l’inarrestabile svuotamento di una garanzia costituzionale di essenziale importanza. 

14.Riduzione da cinque a tre del numero dei componenti dei collegi di corte di Cassazione. 

15.Eliminazione dei giudici onorari in tutti gli organi giurisdizionali collegiali,dei giudici onorari diversi dai giudici di pace,i pubblici ministeri onorari che non solo danno sistematicamente pessima prova per ignoranza e incapacità di reggere il ruolo,ma costituiscono fonte di ambiguità snaturando avvocatura e magistratura. 

16.Eccezionale nomina di giudici non togati per i reati minori purché si cancellino dall’albo degli avvocati anche temporaneamente. 

17.Esercizio del ruolo di pubblici ministeri nei reati minori fra parte della polizia giudiziaria che ha compiuto le indagini ovvero degli appartenenti alle sezioni di polizia giudiziaria.

18. Riordino della difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio affidandone la gestione agli ordini degli avvocati anche dal punto di vista della liquidazione degli onorari in modo da sottrarre l’avvocato al condizionamento di pubblici ministeri e giudici. 

19. Riordino del settore delle investigazioni difensive attraverso la formazione di albi per specialità presso gli ordini degli avvocati e la determinazione di tariffe. 

20.Aumento dal quattro al cinque per cento della Cassa Avvocati da versare dal cliente all’avvocato onde consentire agli Ordini degli avvocati di intervenire per non abbienti che non fruiscano del regime di gratuito patrocinio e che necessitino di ricorrere ad indagini difensive come imputato o come vittima di reato.

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