martedì 17 marzo 2020

Il Fantasma della Crisi del 1929, della grande depressione sul 2020 che potrebbe travolgere Europa ed il Mondo Intero se attuate politiche economiche e finanziarie sbagliate dalla BCE alla Fed


Alla fine degli anni Venti il mondo sembrava avviato a superare i traumi della Grande Guerra, anche perché i rapporti fra le potenze mondiali attraversavano una fase di distensione e anche “il problema tedesco” sembrava avviato a una soluzione equilibrata soprattutto in seguito al Patto di Locarno del 1925.

Ma in questo quadro di apparente stabilità politica e sociale, nel 1929 si abbatté, prima negli Stati Uniti e poi nel mondo intero, una crisi economica tanto imprevista quanto catastrofica destinata a cambiare le sorti del Novecento.

Quella che avrebbe preso il nome di Grande Depressione, fece sentire i suoi effetti sia sulla politica che sulla cultura del tempo influenzando così lo sviluppo storico delle società occidentali.

Sconvolse i vecchi assetti, accelerò le trasformazioni già in atto e mise in moto una catena di eventi che avrebbero presto portato a un nuovo conflitto mondiale.

Come ha scritto lo storico Eric Hobsbawm ne Il secolo breve, la storia dell’economia mondiale a partire dalla Rivoluzione industriale era stata una storia di progresso storico accelerato, di continua crescita economica e, sebbene nel corso degli anni si fossero presentate delle curve cicliche e fisiologiche, nel 1929 per la prima volta nella storia del capitalismo questa fluttuazione negativa mise in ginocchio l’intero sistema economico mondiale.

Agli inizi degli anni Venti, quando ormai la Prima Guerra Mondiale era terminata, il dollaro americano era la nuova moneta forte dell’economia mondiale e per gli statunitensi cominciò un periodo di grande prosperità che prese il nome di Età del Jazz (1918-1929).

Il 29 ottobre, invece, in quello che viene ricordato come il “martedì nero” ci fu il crollo definitivo della Borsa di Wall Street.

Per intravedere qualche miglioramento ci vollero altri quattro lunghissimi anni e l’avvento del presidente Franklin Delano Roosevelt che, soprattutto dopo il 1933, avviò il rilancio produttivo e industriale attraverso il celebre New Deal. Ma all’orizzonte si addensavano le nuvole nere di un’insanabile crisi politica che, nel giro di sei anni, avrebbe trascinato di nuovo il mondo intero nell’abisso di una Seconda Guerra Mondiale.

La crisi originata dal Covid-19 trova, invece, il suo focolare in un numero di paesi straordinariamente ampio, diversificato e con caratteristiche economiche, politiche e sociali molto diverse: la Cina, la Corea, l’Italia, il Giappone, l’Iran e presto anche la Francia, gli Stati Uniti e decine di altri paesi. In un contesto simile, gli shock deflattivi invece di compensarsi tendono a sovrapporsi, con un effetto contagio (economico) molto più forte.

In secondo luogo, le crisi precedenti tendevano a configurarsi come di offerta (si pensi alle crisi petrolifere del 1973 e 1979) o di domanda (come quella del 1929). Nel caso dell’epidemia del coronavirus gli aspetti riguardanti i vincoli all’offerta (impossibilità di produrre e rottura della filiera) si sommano a quelli della domanda (crollo dei viaggi e del turismo e più in generale paura dei consumatori).

A tutto ciò si aggiunge il fatto che l’economia mondiale era già in netto rallentamento prima del sorgere dell’infezione: il reddito mondiale nel 2019 era cresciuto solo del 2,9 per cento, il tasso più basso dal 2008-2009 e solo 0,4 punti percentuali sopra la soglia che tipicamente identifica una recessione a livello mondiale, mentre paesi come la Germania, la Francia, l’Italia e il Giappone negli ultimi mesi mostravano, tutti, segni di vistosi rallentamenti. 

Ecco perche' la BCE e LAGARGE (incompetente) devono stare attenti a cosa dire e a che politica economica scegliere perche' a causa di decisioni sbagliate di politica economica potrebbe cadere in crisi il Mondo intero.



Attenzione !

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