domenica 24 maggio 2020

IL CAOS DELLA SANITA' SICILIANA DEGLI ULTIMI MESI E' INGESTIBILE, BISOGNA PORRE RIMEDIO


Minacce di morte all'assessore regionale alla salute Ruggero Razza. Una lettera minatoria è stata recapitata lo scorso 14 aprile nella sede dell'assessorato di Piazza Ziino a Palermo. Nel testo, manoscritto, si fa riferimento al pronto soccorso dell'ospedale Trigona di Noto, nel Siracusano, secondo cui sarebbe stato avviato un "processo di distruzione". "Assessore ci auguriamo di vero cuore che non prenda alla leggera questo scritto - si legge nella lettera - altrimenti la aspetta una bella bara, peccato perché lei è molto giovane. Ma vivere sta solo a lei...". Razza ha subito sporto denuncia all'autorità giudiziaria di Palermo. Nello stesso periodo in cui è stata recapitata la lettera, l'assessore Razza ha subito danneggiamenti alla sua auto privata. Anche in questo caso è stata presentata denuncia.

La scossa di terremoto che sta facendo tremare la sanità in Sicilia, e che ieri ha coinvolto manager, imprenditori e faccendieri con dieci arresti per un giro di mazzette di oltre 1,8 milioni di euro, potrebbe essere solo la prima di una serie. Altre tre Procure, secondo quanto risulta, starebbero indagando su diverse anomalie, a cominciare da quella di Siracusa, che ha aperto un fascicolo sulla morte per Covid del direttore del parco archeologico di Siracusa, Calogero Rizzuto, e che ieri ha ricevuto una relazione dettagliata.

La macchina che divorava pezzi consistenti della formidabile torta miliardaria della sanità, doveva essere oliata anche con opere di convincimento. L'assessore alla Salute Razza chiamato il "bambino" a causa della sua giovane età.

Soldi, appalti, ricatti e dossier ai danni anche del presidente della Regione Nello Musumeci. E definivano l'assessore alla Salute della Sicilia Ruggero Razza il "bambino" a causa della sua giovane età. La macchina che divorava pezzi consistenti della formidabile torta miliardaria della sanità, doveva essere oliata anche con opere di convincimento.

Sicilia, corruzione nella sanità: 10 arresti. C’è anche il commissario Covid che nel 2013 finì sotto scorta dopo aver denunciato tangenti.

Secondo gli investigatori della Guardia di finanza le tangenti riguardavano le gare indette dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana e dall’Asp di Palermo. Ai domiciliari Antonino Candela, da poco coordinatore per la crisi sanitaria e che anni fa era finito sotto scorta per aver denunciato le spartizioni della sanità siciliana. In carcere l'attuale direttore dell'Asp 9 di Trapani, Fabio Damiani La stecca del 5% era destinata ai manager della sanità in Sicilia. Compreso il dirigente Antonino Candela, da poco nominato coordinatore per l’emergenza coronavirus in Regione, che da ex direttore dell’Asp 6 di Palermo nel 2013 era finito sotto scorta per aver denunciato le spartizioni della sanità siciliana. Da stamattina è ai domiciliari, mentre è in carcere l’attuale direttore dell’Asp 9 di Trapani, Fabio Damiani, 55 anni, che dal 2016 è stato responsabile della ‘Consip siciliana’ da cui passano i principali affidamenti.

VIDEO INTERCETTAZIONE

L'ASSESSORE RAZZA E MUSUMECI FACCIANO ATTENZIONE PERCHE' LE INDAGINI DA VOCI DI CORRIDOIO SI STANNO CONCENTRANDO ANCHE SULLA QUESTIONE COVID !

Tarriffazione Covid per pazienti non Covid ed appalti.

Inoltre a Dicembre si apre la stagione della Rete Ospedaliera e' saranno scintille, cmq a breve una mia indagine personale sulla questione.


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