domenica 3 maggio 2020

Il Partito comunista cinese è il virus più pericoloso, con la scusa del Coronavirus colpisce i dissidenti


L’attivista cieco è divenuto avvocato negli Stati Uniti, dove è stato accolto come profugo. Aveva denunciato aborti e sterilizzazioni forzati nello Shandong ed era stato imprigionato. Il Pcc ha taciuto sulla diffusione del virus a Wuhan e nel Paese, ha manipolato le cifre delle infezioni e delle morti, ha violato i diritti dei cittadini.

Washington (AsiaNews/Agenzie) – “Il Partito comunista cinese (Pcc) è il più grande e più pericoloso virus al mondo”. È quanto affermato dal dissidente cieco Chen Guangcheng a conclusione di una conferenza-dibattito online organizzata dall’Università cattolica dell’America.
All’incontro, Chen ha messo in guardia i governi dal seguire il “metodo cinese” nella lotta al coronavirus, citando l’inaffidabilità dei dati forniti dal governo e il suo stile militaresco. “Famiglie intere – ha raccontato – sono state trovate morte nel loro appartamento, perché non potevano uscire”. Egli ha anche detto che “le autorità dicono al mondo esterno che essi hanno il virus sotto controllo” e “ordinano a tutti di ritornare al lavoro”, ma vi sono ancora zone isolate nel Paese. “Il riemergere del virus è direttamente collegato al fatto che il Pcc nasconde la verità e schiaccia le persone che cercando di condividere informazioni” sull’epidemia. Chen ha anche denunciato che il Partito sta usando la crisi pandemica per colpire i dissidenti, detenendo attivisti per i diritti umani con la scusa della “quarantena”.

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