giovedì 26 novembre 2020

L'on. CAPPELLO domanda come mai il piano per le terapie intensive e semi-intensive pubblicato nella GURS del 3 luglio 2020 ancora non sia stato realizzato.

“Ragazzi, buongiorno, oggi su Cross deve essere calato tutto il primo step al 15 novembre, non sento cazzi perché oggi faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto di terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede”. 

Così esordisce in un audio Mario La Rocca dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute.

 I “ragazzi” a cui La Rocca si rivolge con una nota audio in una chat di whatsapp sono i manager delle Asp siciliane: Di dati “gonfiati” parla il sindacato dei medici Cimo, che ha stilato una tabella tra i dati inseriti dalla Regione e i posti letto da loro rilevati “sul campo”, e il risultato è una differenza di posti letto di terapia intensiva di 210 in meno rispetto agli 815 dichiarati nelle piattaforme. 

“Il sindacato dice cose non vere”, replica Francesco Iudica, direttore generale dell’Asp di Enna. 

E continua: “Ad ottobre la situazione era quella che ho descritto (nessun posto di terapia intensiva covid, ndr) ma poi è cambiata con 23 posti attivati e 16 attivabili”. 

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 La Rocca accusa i manager: «Non facevano nulla» 21/11/2020 - 20:22di Fabio Russello 

Il dirigente generale: «C'è chi ha prodotto cartelle cliniche false per non svuotare i reparti. Alcuni medici non vogliono occuparsi di malati di coronavirus» Covid, ora è guerra nella sanità siciliana, 

La Rocca accusa i manager: «Non facevano nulla» 

«Ero incavolato: dicevo ai manager di ospedali e Asp che dovevano applicare il piano della Regione destinando posti letto ai malati Covid ma non lo facevano, non avevano gli attributi per imporsi su alcuni medici: perché la verità è che ci sono medici che si stanno sacrificando dando l'anima in questa emergenza e ci sono quelli che invece non vogliono occuparsi di questi malati per potere continuare a gestire pazienti in intramoenia». 

 La Rocca è un fiume in piena: «Quando andai all’ospedale Cervello di Palermo, vidi che nel pronto soccorso di pediatria c'era una sola bambina che faceva i compiti.

 Appurai che c'erano 6-7 accessi al giorno in questo reparto che era separato solo da una porta dall’area Covid: da lì mi arrivavano le grida disperate di aiuto dei pazienti Covid. 

Quella mattina il personale aveva chiesto gli straordinari e non voleva spostarsi di reparto mentre c'era chi aveva bisogno. C'era dunque la possibilità di reperire lì dei posti letto Covid ma tutto era immobile».

 Il pronto soccorso pediatrico è poi stato destinato al Covid, i piccoli pazienti smistati all’ospedale dei Bambini. 0 0 AAA Parole ancora più dirompenti di quelle pronunciate nella chat con i manager della sanità siciliana. 

Mario La Rocca, il dirigente generale della pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute rilancia e accusa i medici che «non vogliono occuparsi di casi covid» fino al punto di «scrivere cartelle cliniche con diagnosi inventate pur di non svuotare alcuni reparti».

 Parole che non gettano acqua sul fuoco della polemica divampata dopo che La Sicilia e lasicilia.it hanno diffuso i suoi audio della chat su Whatsapp e che anzi gettano benzina sul fuoco. 

 «Pur di non svuotare alcuni reparti, per destinare i posti letto ai pazienti Covid, c'è chi ha scritto nelle cartelle cliniche diagnosi inventate, ne ricordo una che parlava di tubercolosi, ma non era vero» ha detto La Rocca all’ANSA parlando anche di «ostruzionismo» da parte di alcuni medici per impedire l'attivazione di posti per malati di coronavirus e di dirigenti generali di ospedali «incapaci» di applicare il piano del governo Musumeci per l’aumento dei posti. 

 L'assessore RAZZA, facendo cenno a quelli Partinico e del Policlinico e ai 50 milioni spesi, ricorda che la copertura finanziaria nel decreto bilancio era direttamente collegata all'approvazione dei piani del Ministero che ha scontato dei ritardi e che ciò ha impedito l'avvio di lavori pubblici. 

 Riservatosi di presentare una relazione scritta, invita a volere evitare polemiche politiche. 

 L'on. PULLARA richiama la scorsa seduta nella quale era stato chiesto quali previsioni e prescrizioni fossero state formulate dal precedente comitato e quale fosse il quadro attuale e all'inizio della recrudescenza della pandemia. 

Ritiene che mentre a marzo alcune mancanze si potessero comprendere e giustificare, oggi non sia più possibile. 

Chiede per quali ragioni si parla nuovamente di ospedali misti e ricorda che, al di là dei casi covid, vi sono molti soggetti fragili ad alto rischio. 

 Pone il tema del personale sanitario citando una circolare del giorno precedente. 

 Suggerisce di avvalersi delle graduatorie esistenti senza attingere dal sistema privato. 

Lamenta la mancata erogazione del bonus da mille euro per il personale sanitario impiegato per l'emergenza covid secondo quanto previsto dall'ultima legge di stabilità regionale.

 L'on. CARONIA formula le seguenti domande: secondo quali criteri è stata effettuata la scelta tra ospedali misti e dedicati; come proseguono e come si garantiscono le attività ordinarie; quali siano gli scenari possibili per le prossime settimane. 

 Alla dott.ssa Stefani chiede un chiarimento sui differenti tipi di tamponi e sulle relative opportunità di utilizzo.

 Pone il tema della sicurezza del personale dedicato ad attività covid, anche con riferimento ai turni e alla sicurezza dei percorsi sporco- pulito. 

La PRESIDENTE esprime perplessità sulla circostanza che in atto non si possa parlare di crisi del sistema e lamenta, a nome di tutta la Commissione, l'assoluta assenza di informazioni ufficiali; la Commissione invero continua ad acquisire la maggior parte delle notizie dagli organi stampa. 

Chiede quindi che sia trasmessa tutta la documentazione ufficiale, con particolare riferimento ai verbali del CTS. Domanda dove sono le liste d'attesa e chi le gestisce; quali siano i compiti assegnati all'ing. D'Urso. 

 Il dott. Antonio GIARRATANO, rappresentante del comitato tecnico scientifico per l'emergenza Corona virus, dichiara che i posti di terapia intensiva e semi-intensiva non sono infiniti ed evidenzia che per le terapie intensive sono stati già raggiunti i numeri di aprile. 

 Ritiene che vi sia stato un atteggiamento lassista a partire dal 3 giugno scorso. 

Informa che il CTS ha ribadito il suggerimento di creare ospedali dedicati. Circa il personale, vi sono carenze che si sta cercando di risolvere; cita al riguardo un accordo con le Università rettori per l'impiego di studenti del terzo e quarto anno dei corsi per anestesisti ed altre categorie. 

L'on. CRACOLICI, evidenziato che molti dei posti letto previsti non sono operativi, pone, in particolare, la questione dell'ex Imi (evidenziando - a dispetto degli investimenti effettuati l'inerzia e l'ostracismo del Policlinico che ritiene abbia altri progetti sulla struttura) e dei 40 posti letto previsti all'ISMETT, risultanti parimenti non attivati; chiede, altresì, come mai non sia stata valutata, per questi ultimi, l'assegnazione al Civico, essendo di fatto allocati in una struttura dello stesso. 

 Solleva la questione della integrazione della rete della terapia sub-intensiva e dell'ospedale di Partinico, evidenziando che lo stesso è sfornito di alcuni reparti che aveva prima. 

 L'on. FOTI evidenzia la necessità di prevedere il recupero degli anni 2021/2022 del budget sanitario per l'anno 2020 per le prestazioni socio sanitarie non erogate dalle strutture ex art. 26 della legge 833/78 a causa delle limitazioni e sospensioni conseguenti all'emergenza sanitaria Covid 19. 

 Polemiche sui posti letto per l'audio del dirigente La Rocca, la replica: "Tutti i dati sono veri" 

Razza ha richiesto ufficialmente al ministro Speranza un controllo sui posti letto in Sicilia attraverso i carabinieri del Nas.

 A Messina nei giorni scorsi era esplosa la polemica tra l'ex rettore Pietro Navarra e l'attuale Salvatore Cuzzocrea sulla carenza di posti letto di Terapia Intensiva al Policlinico universitario di Messina. “ 

Si chiama Gecos, è la sala operativa virtuale creata dalla Protezione civile regionale, finanziata con fondi europei, per la gestione unica delle emergenze in Sicilia e che collega tutte le componenti e le strutture operative regionali.

 La piattaforma, gia definita, ha appena ottenuto il via libera dalla giunta Musumeci.Durante la riunione in Prefettura, a Palermo, è emerso tra l'altro che in Sicilia il 50 per cento dei comuni è senza piani di emergenza, obbligatori per legge perché necessari ad affrontare eventuali calamità naturali e disastri in modo tempestivo. 

Per il prefetto «i sindaci sono i primi responsabili del sistema locale di protezione civile, la loro formazione è fondamentale per la conoscenza del territorio che consente di prevenire e pianificare gli interventi in caso di prima emergenza e per fare scelte di governance».

Individuazione della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario per il coordianamento dei soccorsi sanitari urgenti nonché dei Referenti Sanitari Regionali in caso di emergenza nazionale


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