domenica 30 maggio 2021

IPOCRISIA DELLA SINISTRA E DEI GOVERNI ITALIANI - DANNO LA CITTADINANZA ITALIANA A ZAKI E POI VENDONO LE FREGATE ALL'EGITTO

 IPOCRISIA DELLA SINISTRA E DEI GOVERNI ITALIANI - DANNO LA CITTADINANZA ITALIANA A ZAKI E POI VENDONO LE FREGATE ALL'EGITTO

Recovery Found : NO AL PONTE DELLO STRETTO, SI A STRADE, AUTOSTRADE E TRENI DA PAESE CIVILE - LEGGI

 La vicenda sul Ponte dello Stretto di Messina è stata da me seguita ai tempi di Raffaele Lombardo e con la mia Associazione "Progetto Mezzogiorno" non solo ho seguito tutta la vicenda ma essendo favorevole alla realizzazione presentai una Petizione Europea per evitare il "furto" compiuto da quei partiti che nel 2011 decretarono la morte del Corridoio Ten 1 a favore del Corridoio Ten 5, irritando gli Stati Uniti. Oggi gli stessi partiti di allora vendono come spauracchio la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina quando ormai è da tempo eliminato come progetto iniziale dall'Europa.

Questa rinascita di consensi serve solo con molta probabilità a riesumare la Società Privata creata allora, che costo al contribuente Italiano 10 milioni di euro e che rischio di dover risarcire la società Impregilo di 800 miliardi rescissione contrattuale.

Per tale motivo prima di presentarvi le prove e la crono-verità dico al popolo Siciliano e Calabrese di non cadere nella trappola del "Ponte".

La verità e che il Ministro Tajani, Castelli e  Fitto di allora affossarono il Corridoio Ten 1  e dirottarono questo Corridoio verso il Ten 5 della Puglia, decretando la morte del Ponte dello Stretto.

I colpevoli di allora furono anche la Sinistra e  Verdi di allora e il movimento di quello che poi diventerà sindaco di Messina (Quello del No Ponte che lo traghetto Sindaco ma che azzoppo lo sviluppo della Sicilia".

Il Corridoio Berlino - Palermo - Malta  detto Ten 1 doveva  percorrere verticalmente l’Italia attraversando il Nord - Est, a partire dal Valico del Brennero, e proseguendo, a circa metà percorso, lungo le regioni tirreniche, fino a giungere in Sicilia. 

Dieci le Regioni italiane interessate: Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia - Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Ad un certo punto il Governo Berlusconi e della Lega di Bossi decisero di eliminarlo non solo dalla realizzazione ma proprio dal Corridoio Europeo a futuro sviluppo.

 Allora estone Siim Kallas, nuovo commissario europeo ai Trasporti, è stato deleterio, nel senso che Kallas non si è per nulla preoccupato né del profondo Sud dell'Italia e certamente ancora meno della Sicilia e del Ponte sullo Stretto.

 Forse anche lui come Cofferati di allora considerava la  Sicilia e Calabria due deserti infrastrutturali, che tali sono e tali debbano rimanere. 

O molto più probabilmente Kallas non conosceva nemmeno bene la geografia, altrimenti non avrebbe suggerito di andare a Malta da Bari.

Da parte del nostro ministero dei Trasporti ci fu l'invito alla calma (Matteoli si è operato al piede e ne avrà per una settimana). I suoi portavoce ci dicono che «non c'è nulla di compromesso, né di scontato, che le decisioni definitive saranno prese a settembre. Certo c'è da stare attenti». Quanto al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto «sapevamo da sempre che dobbiamo costruirlo con i nostri mezzi, e lo faremo».

Oggi sappiamo come andarono a finire le parole dell'uomo "bianco"

In pratica si fece uscire la Sicilia e il Ponte dello Stretto di Messina dal Corridoio Ten 1 che portava da Berlino, Palermo e Malta.

In questo scempio programmato andarono perduti i soldi spesi per la società costituita di allora per la progettazione del ponte e si rischio un vero e proprio salasso a favore della società Impregilo che pretendeva il ristoro da una rescissione contrattuale senza motivo.

L'Europa voleva fare il progetto perche' ne aveva interesse, ma nei tavoli Ministeriali di allora si decise di bocciarlo, in questo scenario ne approfitto la Puglia di Fitto che fece dirottare il Corridoio TEN 1 verso quello Balcanico, diventando TEN 5 Helsinki, Bari, Balcani, la cosa fece infuriare molto gli Americani perche' attraverso tale corridoio si voleva far arrivare il gasdotto Russo "Nord Stream", oggi dirottato in Nord Europa e comunque bloccato dalle pressioni Usa.

La vicenda fu seguita da tanti politici e dalla mia persona che è parte integrante dell'Associazione Mezzogiorno e che sosteneva il Ponte.

"L.443/2001 – PROGRAMMA GRANDI OPERE: Ponte sullo stretto di Messina
Se esiste una delibera del CIPE nel senso dichiarato dal ministro non sarebbe male che fosse comunicata la data. Nelle carte ufficiali il corridoio “termina” a Palermo, degli studi di fattibilità approvati dal CIPE e quant’altro sull’ammodernamento della tratta Palermo Trapani e possibile terminale del corridoio 1, non siamo riusciti a trovare traccia."

Io stesso lanciai una Petizione Europea con il risultato di discuterla a Bruxelles e con la semplice risposta che fu il Governo di Allora a non volerlo più, ecco il testo con i documenti che sono in mio possesso di quanto dico:

"Uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei:
qualsiasi cittadino può esercitare in qualsiasi momento il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, individualmente o in associazione con altri, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

PROGETTO MEZZOGIRONO RITENENDO FONDAMENTALE, PRIORITARIO E VITALE NON RIMANERE FUORI DALL'EUROPA AFFINCHE' LE NOSTRE IMPRESE POSSANO ESSERE COMPETITIVE PRESENTA UNA PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO"

Ecco una delle interpellanze di allora:

Seduta n. 520 del 19/9/2011
ATTI DI CONTROLLO
PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
la Commissione europea, nell'analisi del progetto di bilancio comunitario per il 2020, presentato il 29 giugno 2011, ha proposto, cambiando la geografia europea delle grandi infrastrutture, di cancellare il progetto iniziale TEN «Corridoio 1» Berlino-Palermo, per sostituirlo con un nuovo «Corridoio 5» Helsinki-La Valletta che non seguirebbe più il naturale percorso verso sud, ma da Napoli punterebbe verso Bari per raggiungere, via mare, Malta;
la suddetta manovra, già denunciata dagli interpellanti in un precedente atto di indirizzo n. 1-00699 presentato il 26 luglio 2011, rischia di confinare la Sicilia ad una dimensione interregionale, e di trascurarne anche la sua funzione di gateway verso l'Africa;
della suddetta ventilata ipotesi a quanto pare non sono mai stati messi ufficialmente al corrente i rispettivi governatori delle regioni interessate e cioè Sicilia, Calabria, Basilicata, che hanno piuttosto appreso da altre fonti le modificazioni del tracciato che, nella sua versione originaria, ricadrebbe su vaste aree di territorio delle stesse;
il vicepresidente italiano della Commissione europea, onorevole Tajani, fino a qualche mese fa commissario ai trasporti ha dichiarato ai principali quotidiani siciliani che la suddetta proposta di modifica non sarebbe frutto di scelte da parte della Commissione europea ma delle autorità italiane preposte, dichiarando testualmente che: «Il commissario europeo ai Trasporti Kallas non fa di testa sua, decide in base alle indicazioni fornite dal Ministero delle infrastrutture, per cui dovete rivolgervi al ministro Matteoli»;
il Governo, tramite il Ministro interpellato Altero Matteoli ed il Viceministro Roberto Castelli, in occasioni diverse avrebbe assicurato che la posizione dell'Italia in sede europea è stata ribadita in modo determinato e che quindi la scelta del Corridoio 1 (Berlino-Palermo) resta l'unica;
più precisamente il Ministro Matteoli nel corso di un'intervista ha avuto modo di precisare testualmente che: «Il Governo ha sempre considerato prioritario il Corridoio europeo Berlino-Palermo e mai si è discostato da questa impostazione. Per scongiurare l'avverarsi dell'ipotesi di una sua modifica, ventilata in ambienti Ue, già sono stati fatti i passi opportuni ed altri si faranno se necessari. Sorprendono quindi le incredibili dichiarazioni pubblicate dal giornale La Sicilia e attribuite al vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, che, qualora confermate, sarebbero frutto di una preoccupante e ingiustificata disinformazione sul delicato dossier europeo»;
il Viceministro Castelli nel corso di una recente riunione propedeutica che si è tenuta in Polonia si è anch'esso battuto per la conferma del Corridoio 1 Berlino-Palermo pur facendosi «stranamente» accompagnare dall'amministratore delegato di FS dottor Moretti, notoriamente contrario all'alta velocità da Salerno a Reggio Calabria;
considerate le suddette dichiarazioni divergenti risulterebbe determinante che in tale fase il Governo assumesse un comportamento deciso e tempestivo, che faccia chiarezza in vista delle presentazione definitiva della proposta da parte del Commissario europeo prevista per il 19 settembre 2011 e che dovrà successivamente essere discussa dal Consiglio dei ministri dei 27 Stati dell'Unione europea il 21 settembre 2011;
per dipanare la questione e scongiurare il pericolo dell'avverarsi della modifica del progetto di cui in premessa, minando così l'intero progetto infrastrutturale per il rilancio del Sud, i governatori delle regioni Sicilia e Calabria hanno chiesto al Presidente del Consiglio un incontro urgente ed il suo personale coinvolgimento nella vicenda -:
se non ritengano di dover riaffermare la priorità per il Governo del «Corridoio 1» Berlino-Palermo assumendo una posizione chiara e decisa anche in coerenza con l'impegno palesemente dimostrato dal Governo nazionale sulla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina ed in linea con il sistema facente parte del piano del sud e della rete transeuropea dei trasporti già in fase di attuazione avviata.
(2-01200)
«Lo Monte, Commercio, Lombardo, Oliveri, Brugger».

DI FATTO IL PONTE E' DECEDUTO E CON ESSO LO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE DELLA SICILIA.

La vicenda sul Ponte dello Stretto di Messina è stata da me seguita ai tempi di Raffaele Lombardo e con la mia Associazione "Progetto Mezzogiorno" non solo ho seguito tutta la vicenda ma essendo favorevole alla realizzazione presentai una Petizione Europea per evitare il "furto" compiuto da quei partiti che nel 2011 decretarono la morte del Corridoio Ten 1 a favore del Corridoio Ten 5, irritando gli Stati Uniti. Oggi gli stessi partiti di allora vendono come spauracchio la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina quando ormai è da tempo eliminato come progetto iniziale dall'Europa.

Questa rinascita di consensi serve solo con molta probabilità a riesumare la Società Privata creata allora, che costo al contribuente Italiano 10 milioni di euro e che rischio di dover risarcire la società Impregilo di 800 miliardi rescissione contrattuale.

Per tale motivo prima di presentarvi le prove e la crono-verità dico al popolo Siciliano e Calabrese di non cadere nella trappola del "Ponte".

La verità e che il Ministro Tajani, Castelli e  Fitto di allora affossarono il Corridoio Ten 1  e dirottarono questo Corridoio verso il Ten 5 della Puglia, decretando la morte del Ponte dello Stretto.

I colpevoli di allora furono anche la Sinistra e  Verdi di allora e il movimento di quello che poi diventerà sindaco di Messina (Quello del No Ponte che lo traghetto Sindaco ma che azzoppo lo sviluppo della Sicilia".

Il Corridoio Berlino - Palermo - Malta  detto Ten 1 doveva  percorrere verticalmente l’Italia attraversando il Nord - Est, a partire dal Valico del Brennero, e proseguendo, a circa metà percorso, lungo le regioni tirreniche, fino a giungere in Sicilia. 

Dieci le Regioni italiane interessate: Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia - Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Ad un certo punto il Governo Berlusconi e della Lega di Bossi decisero di eliminarlo non solo dalla realizzazione ma proprio dal Corridoio Europeo a futuro sviluppo.

 Allora estone Siim Kallas, nuovo commissario europeo ai Trasporti, è stato deleterio, nel senso che Kallas non si è per nulla preoccupato né del profondo Sud dell'Italia e certamente ancora meno della Sicilia e del Ponte sullo Stretto.

 Forse anche lui come Cofferati di allora considerava la  Sicilia e Calabria due deserti infrastrutturali, che tali sono e tali debbano rimanere. 

O molto più probabilmente Kallas non conosceva nemmeno bene la geografia, altrimenti non avrebbe suggerito di andare a Malta da Bari.

Da parte del nostro ministero dei Trasporti ci fu l'invito alla calma (Matteoli si è operato al piede e ne avrà per una settimana). I suoi portavoce ci dicono che «non c'è nulla di compromesso, né di scontato, che le decisioni definitive saranno prese a settembre. Certo c'è da stare attenti». Quanto al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto «sapevamo da sempre che dobbiamo costruirlo con i nostri mezzi, e lo faremo».

Oggi sappiamo come andarono a finire le parole dell'uomo "bianco"

In pratica si fece uscire la Sicilia e il Ponte dello Stretto di Messina dal Corridoio Ten 1 che portava da Berlino, Palermo e Malta.

In questo scempio programmato andarono perduti i soldi spesi per la società costituita di allora per la progettazione del ponte e si rischio un vero e proprio salasso a favore della società Impregilo che pretendeva il ristoro da una rescissione contrattuale senza motivo.

L'Europa voleva fare il progetto perche' ne aveva interesse, ma nei tavoli Ministeriali di allora si decise di bocciarlo, in questo scenario ne approfitto la Puglia di Fitto che fece dirottare il Corridoio TEN 1 verso quello Balcanico, diventando TEN 5 Helsinki, Bari, Balcani, la cosa fece infuriare molto gli Americani perche' attraverso tale corridoio si voleva far arrivare il gasdotto Russo "Nord Stream", oggi dirottato in Nord Europa e comunque bloccato dalle pressioni Usa.

La vicenda fu seguita da tanti politici e dalla mia persona che è parte integrante dell'Associazione Mezzogiorno e che sosteneva il Ponte.

"L.443/2001 – PROGRAMMA GRANDI OPERE: Ponte sullo stretto di Messina
Se esiste una delibera del CIPE nel senso dichiarato dal ministro non sarebbe male che fosse comunicata la data. Nelle carte ufficiali il corridoio “termina” a Palermo, degli studi di fattibilità approvati dal CIPE e quant’altro sull’ammodernamento della tratta Palermo Trapani e possibile terminale del corridoio 1, non siamo riusciti a trovare traccia."

Io stesso lanciai una Petizione Europea con il risultato di discuterla a Bruxelles e con la semplice risposta che fu il Governo di Allora a non volerlo più, ecco il testo con i documenti che sono in mio possesso di quanto dico:

"Uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei:
qualsiasi cittadino può esercitare in qualsiasi momento il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, individualmente o in associazione con altri, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

PROGETTO MEZZOGIRONO RITENENDO FONDAMENTALE, PRIORITARIO E VITALE NON RIMANERE FUORI DALL'EUROPA AFFINCHE' LE NOSTRE IMPRESE POSSANO ESSERE COMPETITIVE PRESENTA UNA PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO"

Ecco una delle interpellanze di allora:

Seduta n. 520 del 19/9/2011
ATTI DI CONTROLLO
PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
la Commissione europea, nell'analisi del progetto di bilancio comunitario per il 2020, presentato il 29 giugno 2011, ha proposto, cambiando la geografia europea delle grandi infrastrutture, di cancellare il progetto iniziale TEN «Corridoio 1» Berlino-Palermo, per sostituirlo con un nuovo «Corridoio 5» Helsinki-La Valletta che non seguirebbe più il naturale percorso verso sud, ma da Napoli punterebbe verso Bari per raggiungere, via mare, Malta;
la suddetta manovra, già denunciata dagli interpellanti in un precedente atto di indirizzo n. 1-00699 presentato il 26 luglio 2011, rischia di confinare la Sicilia ad una dimensione interregionale, e di trascurarne anche la sua funzione di gateway verso l'Africa;
della suddetta ventilata ipotesi a quanto pare non sono mai stati messi ufficialmente al corrente i rispettivi governatori delle regioni interessate e cioè Sicilia, Calabria, Basilicata, che hanno piuttosto appreso da altre fonti le modificazioni del tracciato che, nella sua versione originaria, ricadrebbe su vaste aree di territorio delle stesse;
il vicepresidente italiano della Commissione europea, onorevole Tajani, fino a qualche mese fa commissario ai trasporti ha dichiarato ai principali quotidiani siciliani che la suddetta proposta di modifica non sarebbe frutto di scelte da parte della Commissione europea ma delle autorità italiane preposte, dichiarando testualmente che: «Il commissario europeo ai Trasporti Kallas non fa di testa sua, decide in base alle indicazioni fornite dal Ministero delle infrastrutture, per cui dovete rivolgervi al ministro Matteoli»;
il Governo, tramite il Ministro interpellato Altero Matteoli ed il Viceministro Roberto Castelli, in occasioni diverse avrebbe assicurato che la posizione dell'Italia in sede europea è stata ribadita in modo determinato e che quindi la scelta del Corridoio 1 (Berlino-Palermo) resta l'unica;
più precisamente il Ministro Matteoli nel corso di un'intervista ha avuto modo di precisare testualmente che: «Il Governo ha sempre considerato prioritario il Corridoio europeo Berlino-Palermo e mai si è discostato da questa impostazione. Per scongiurare l'avverarsi dell'ipotesi di una sua modifica, ventilata in ambienti Ue, già sono stati fatti i passi opportuni ed altri si faranno se necessari. Sorprendono quindi le incredibili dichiarazioni pubblicate dal giornale La Sicilia e attribuite al vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, che, qualora confermate, sarebbero frutto di una preoccupante e ingiustificata disinformazione sul delicato dossier europeo»;
il Viceministro Castelli nel corso di una recente riunione propedeutica che si è tenuta in Polonia si è anch'esso battuto per la conferma del Corridoio 1 Berlino-Palermo pur facendosi «stranamente» accompagnare dall'amministratore delegato di FS dottor Moretti, notoriamente contrario all'alta velocità da Salerno a Reggio Calabria;
considerate le suddette dichiarazioni divergenti risulterebbe determinante che in tale fase il Governo assumesse un comportamento deciso e tempestivo, che faccia chiarezza in vista delle presentazione definitiva della proposta da parte del Commissario europeo prevista per il 19 settembre 2011 e che dovrà successivamente essere discussa dal Consiglio dei ministri dei 27 Stati dell'Unione europea il 21 settembre 2011;
per dipanare la questione e scongiurare il pericolo dell'avverarsi della modifica del progetto di cui in premessa, minando così l'intero progetto infrastrutturale per il rilancio del Sud, i governatori delle regioni Sicilia e Calabria hanno chiesto al Presidente del Consiglio un incontro urgente ed il suo personale coinvolgimento nella vicenda -:
se non ritengano di dover riaffermare la priorità per il Governo del «Corridoio 1» Berlino-Palermo assumendo una posizione chiara e decisa anche in coerenza con l'impegno palesemente dimostrato dal Governo nazionale sulla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina ed in linea con il sistema facente parte del piano del sud e della rete transeuropea dei trasporti già in fase di attuazione avviata.
(2-01200)
«Lo Monte, Commercio, Lombardo, Oliveri, Brugger».

DI FATTO IL PONTE E' DECEDUTO E CON ESSO LO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE DELLA SICILIA.

Conclusione:

La realtà è che con il Ponte dello Stretto si devono "fottere" i soliti soldi come è avvenuto in passato con le solite società di comodo, per poi spegnere tutto senza aver concluso un bel nulla.

Nella realtà in Sicilia serve mettere in sicurezza Autostrade che sono trazzere, linee ferrate da quarto mondo e servizi con società di gestioni improntate alla correttezza, tutto il resto è solo una classica presa per il culo verso i cittadini del Sud.


sabato 8 maggio 2021

ITALIA VIVA AL 6% LA PORTERO'


 

SICILIA : AUTOSTRADE COME TRAZZERE, TRENI LUMACA, UN ISOLA DISASTRATA E IL CDX PENSA AD UN PONTE CHE LORO STESSI HANNO BOCCIATO NEL 2011. IL PONTE NON SI PUO' FARE PIU' !

 La vicenda sul Ponte dello Stretto di Messina è stata da me seguita ai tempi di Raffaele Lombardo e con la mia Associazione "Progetto Mezzogiorno" non solo ho seguito tutta la vicenda ma essendo favorevole alla realizzazione presentai una Petizione Europea per evitare il "furto" compiuto da quei partiti che nel 2011 decretarono la morte del Corridoio Ten 1 a favore del Corridoio Ten 5, irritando gli Stati Uniti. Oggi gli stessi partiti di allora vendono come spauracchio la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina quando ormai è da tempo eliminato come progetto iniziale dall'Europa.

Questa rinascita di consensi serve solo con molta probabilità a riesumare la Società Privata creata allora, che costo al contribuente Italiano 10 milioni di euro e che rischio di dover risarcire la società Impregilo di 800 miliardi rescissione contrattuale.

Per tale motivo prima di presentarvi le prove e la crono-verità dico al popolo Siciliano e Calabrese di non cadere nella trappola del "Ponte".

La verità e che il Ministro Tajani, Castelli e  Fitto di allora affossarono il Corridoio Ten 1  e dirottarono questo Corridoio verso il Ten 5 della Puglia, decretando la morte del Ponte dello Stretto.

I colpevoli di allora furono anche la Sinistra e  Verdi di allora e il movimento di quello che poi diventerà sindaco di Messina (Quello del No Ponte che lo traghetto Sindaco ma che azzoppo lo sviluppo della Sicilia".

Il Corridoio Berlino - Palermo - Malta  detto Ten 1 doveva  percorrere verticalmente l’Italia attraversando il Nord - Est, a partire dal Valico del Brennero, e proseguendo, a circa metà percorso, lungo le regioni tirreniche, fino a giungere in Sicilia. 

Dieci le Regioni italiane interessate: Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia - Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Ad un certo punto il Governo Berlusconi e della Lega di Bossi decisero di eliminarlo non solo dalla realizzazione ma proprio dal Corridoio Europeo a futuro sviluppo.

 Allora estone Siim Kallas, nuovo commissario europeo ai Trasporti, è stato deleterio, nel senso che Kallas non si è per nulla preoccupato né del profondo Sud dell'Italia e certamente ancora meno della Sicilia e del Ponte sullo Stretto.

 Forse anche lui come Cofferati di allora considerava la  Sicilia e Calabria due deserti infrastrutturali, che tali sono e tali debbano rimanere. 

O molto più probabilmente Kallas non conosceva nemmeno bene la geografia, altrimenti non avrebbe suggerito di andare a Malta da Bari.

Da parte del nostro ministero dei Trasporti ci fu l'invito alla calma (Matteoli si è operato al piede e ne avrà per una settimana). I suoi portavoce ci dicono che «non c'è nulla di compromesso, né di scontato, che le decisioni definitive saranno prese a settembre. Certo c'è da stare attenti». Quanto al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto «sapevamo da sempre che dobbiamo costruirlo con i nostri mezzi, e lo faremo».

Oggi sappiamo come andarono a finire le parole dell'uomo "bianco"

In pratica si fece uscire la Sicilia e il Ponte dello Stretto di Messina dal Corridoio Ten 1 che portava da Berlino, Palermo e Malta.

In questo scempio programmato andarono perduti i soldi spesi per la società costituita di allora per la progettazione del ponte e si rischio un vero e proprio salasso a favore della società Impregilo che pretendeva il ristoro da una rescissione contrattuale senza motivo.

L'Europa voleva fare il progetto perche' ne aveva interesse, ma nei tavoli Ministeriali di allora si decise di bocciarlo, in questo scenario ne approfitto la Puglia di Fitto che fece dirottare il Corridoio TEN 1 verso quello Balcanico, diventando TEN 5 Helsinki, Bari, Balcani, la cosa fece infuriare molto gli Americani perche' attraverso tale corridoio si voleva far arrivare il gasdotto Russo "Nord Stream", oggi dirottato in Nord Europa e comunque bloccato dalle pressioni Usa.

La vicenda fu seguita da tanti politici e dalla mia persona che è parte integrante dell'Associazione Mezzogiorno e che sosteneva il Ponte.

"L.443/2001 – PROGRAMMA GRANDI OPERE: Ponte sullo stretto di Messina
Se esiste una delibera del CIPE nel senso dichiarato dal ministro non sarebbe male che fosse comunicata la data. Nelle carte ufficiali il corridoio “termina” a Palermo, degli studi di fattibilità approvati dal CIPE e quant’altro sull’ammodernamento della tratta Palermo Trapani e possibile terminale del corridoio 1, non siamo riusciti a trovare traccia."

Io stesso lanciai una Petizione Europea con il risultato di discuterla a Bruxelles e con la semplice risposta che fu il Governo di Allora a non volerlo più, ecco il testo con i documenti che sono in mio possesso di quanto dico:

"Uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei:
qualsiasi cittadino può esercitare in qualsiasi momento il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, individualmente o in associazione con altri, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

PROGETTO MEZZOGIRONO RITENENDO FONDAMENTALE, PRIORITARIO E VITALE NON RIMANERE FUORI DALL'EUROPA AFFINCHE' LE NOSTRE IMPRESE POSSANO ESSERE COMPETITIVE PRESENTA UNA PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO"

Ecco una delle interpellanze di allora:

Seduta n. 520 del 19/9/2011
ATTI DI CONTROLLO
PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
la Commissione europea, nell'analisi del progetto di bilancio comunitario per il 2020, presentato il 29 giugno 2011, ha proposto, cambiando la geografia europea delle grandi infrastrutture, di cancellare il progetto iniziale TEN «Corridoio 1» Berlino-Palermo, per sostituirlo con un nuovo «Corridoio 5» Helsinki-La Valletta che non seguirebbe più il naturale percorso verso sud, ma da Napoli punterebbe verso Bari per raggiungere, via mare, Malta;
la suddetta manovra, già denunciata dagli interpellanti in un precedente atto di indirizzo n. 1-00699 presentato il 26 luglio 2011, rischia di confinare la Sicilia ad una dimensione interregionale, e di trascurarne anche la sua funzione di gateway verso l'Africa;
della suddetta ventilata ipotesi a quanto pare non sono mai stati messi ufficialmente al corrente i rispettivi governatori delle regioni interessate e cioè Sicilia, Calabria, Basilicata, che hanno piuttosto appreso da altre fonti le modificazioni del tracciato che, nella sua versione originaria, ricadrebbe su vaste aree di territorio delle stesse;
il vicepresidente italiano della Commissione europea, onorevole Tajani, fino a qualche mese fa commissario ai trasporti ha dichiarato ai principali quotidiani siciliani che la suddetta proposta di modifica non sarebbe frutto di scelte da parte della Commissione europea ma delle autorità italiane preposte, dichiarando testualmente che: «Il commissario europeo ai Trasporti Kallas non fa di testa sua, decide in base alle indicazioni fornite dal Ministero delle infrastrutture, per cui dovete rivolgervi al ministro Matteoli»;
il Governo, tramite il Ministro interpellato Altero Matteoli ed il Viceministro Roberto Castelli, in occasioni diverse avrebbe assicurato che la posizione dell'Italia in sede europea è stata ribadita in modo determinato e che quindi la scelta del Corridoio 1 (Berlino-Palermo) resta l'unica;
più precisamente il Ministro Matteoli nel corso di un'intervista ha avuto modo di precisare testualmente che: «Il Governo ha sempre considerato prioritario il Corridoio europeo Berlino-Palermo e mai si è discostato da questa impostazione. Per scongiurare l'avverarsi dell'ipotesi di una sua modifica, ventilata in ambienti Ue, già sono stati fatti i passi opportuni ed altri si faranno se necessari. Sorprendono quindi le incredibili dichiarazioni pubblicate dal giornale La Sicilia e attribuite al vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, che, qualora confermate, sarebbero frutto di una preoccupante e ingiustificata disinformazione sul delicato dossier europeo»;
il Viceministro Castelli nel corso di una recente riunione propedeutica che si è tenuta in Polonia si è anch'esso battuto per la conferma del Corridoio 1 Berlino-Palermo pur facendosi «stranamente» accompagnare dall'amministratore delegato di FS dottor Moretti, notoriamente contrario all'alta velocità da Salerno a Reggio Calabria;
considerate le suddette dichiarazioni divergenti risulterebbe determinante che in tale fase il Governo assumesse un comportamento deciso e tempestivo, che faccia chiarezza in vista delle presentazione definitiva della proposta da parte del Commissario europeo prevista per il 19 settembre 2011 e che dovrà successivamente essere discussa dal Consiglio dei ministri dei 27 Stati dell'Unione europea il 21 settembre 2011;
per dipanare la questione e scongiurare il pericolo dell'avverarsi della modifica del progetto di cui in premessa, minando così l'intero progetto infrastrutturale per il rilancio del Sud, i governatori delle regioni Sicilia e Calabria hanno chiesto al Presidente del Consiglio un incontro urgente ed il suo personale coinvolgimento nella vicenda -:
se non ritengano di dover riaffermare la priorità per il Governo del «Corridoio 1» Berlino-Palermo assumendo una posizione chiara e decisa anche in coerenza con l'impegno palesemente dimostrato dal Governo nazionale sulla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina ed in linea con il sistema facente parte del piano del sud e della rete transeuropea dei trasporti già in fase di attuazione avviata.
(2-01200)
«Lo Monte, Commercio, Lombardo, Oliveri, Brugger».

DI FATTO IL PONTE E' DECEDUTO E CON ESSO LO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE DELLA SICILIA.

La vicenda sul Ponte dello Stretto di Messina è stata da me seguita ai tempi di Raffaele Lombardo e con la mia Associazione "Progetto Mezzogiorno" non solo ho seguito tutta la vicenda ma essendo favorevole alla realizzazione presentai una Petizione Europea per evitare il "furto" compiuto da quei partiti che nel 2011 decretarono la morte del Corridoio Ten 1 a favore del Corridoio Ten 5, irritando gli Stati Uniti. Oggi gli stessi partiti di allora vendono come spauracchio la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina quando ormai è da tempo eliminato come progetto iniziale dall'Europa.

Questa rinascita di consensi serve solo con molta probabilità a riesumare la Società Privata creata allora, che costo al contribuente Italiano 10 milioni di euro e che rischio di dover risarcire la società Impregilo di 800 miliardi rescissione contrattuale.

Per tale motivo prima di presentarvi le prove e la crono-verità dico al popolo Siciliano e Calabrese di non cadere nella trappola del "Ponte".

La verità e che il Ministro Tajani, Castelli e  Fitto di allora affossarono il Corridoio Ten 1  e dirottarono questo Corridoio verso il Ten 5 della Puglia, decretando la morte del Ponte dello Stretto.

I colpevoli di allora furono anche la Sinistra e  Verdi di allora e il movimento di quello che poi diventerà sindaco di Messina (Quello del No Ponte che lo traghetto Sindaco ma che azzoppo lo sviluppo della Sicilia".

Il Corridoio Berlino - Palermo - Malta  detto Ten 1 doveva  percorrere verticalmente l’Italia attraversando il Nord - Est, a partire dal Valico del Brennero, e proseguendo, a circa metà percorso, lungo le regioni tirreniche, fino a giungere in Sicilia. 

Dieci le Regioni italiane interessate: Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia - Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Ad un certo punto il Governo Berlusconi e della Lega di Bossi decisero di eliminarlo non solo dalla realizzazione ma proprio dal Corridoio Europeo a futuro sviluppo.

 Allora estone Siim Kallas, nuovo commissario europeo ai Trasporti, è stato deleterio, nel senso che Kallas non si è per nulla preoccupato né del profondo Sud dell'Italia e certamente ancora meno della Sicilia e del Ponte sullo Stretto.

 Forse anche lui come Cofferati di allora considerava la  Sicilia e Calabria due deserti infrastrutturali, che tali sono e tali debbano rimanere. 

O molto più probabilmente Kallas non conosceva nemmeno bene la geografia, altrimenti non avrebbe suggerito di andare a Malta da Bari.

Da parte del nostro ministero dei Trasporti ci fu l'invito alla calma (Matteoli si è operato al piede e ne avrà per una settimana). I suoi portavoce ci dicono che «non c'è nulla di compromesso, né di scontato, che le decisioni definitive saranno prese a settembre. Certo c'è da stare attenti». Quanto al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto «sapevamo da sempre che dobbiamo costruirlo con i nostri mezzi, e lo faremo».

Oggi sappiamo come andarono a finire le parole dell'uomo "bianco"

In pratica si fece uscire la Sicilia e il Ponte dello Stretto di Messina dal Corridoio Ten 1 che portava da Berlino, Palermo e Malta.

In questo scempio programmato andarono perduti i soldi spesi per la società costituita di allora per la progettazione del ponte e si rischio un vero e proprio salasso a favore della società Impregilo che pretendeva il ristoro da una rescissione contrattuale senza motivo.

L'Europa voleva fare il progetto perche' ne aveva interesse, ma nei tavoli Ministeriali di allora si decise di bocciarlo, in questo scenario ne approfitto la Puglia di Fitto che fece dirottare il Corridoio TEN 1 verso quello Balcanico, diventando TEN 5 Helsinki, Bari, Balcani, la cosa fece infuriare molto gli Americani perche' attraverso tale corridoio si voleva far arrivare il gasdotto Russo "Nord Stream", oggi dirottato in Nord Europa e comunque bloccato dalle pressioni Usa.

La vicenda fu seguita da tanti politici e dalla mia persona che è parte integrante dell'Associazione Mezzogiorno e che sosteneva il Ponte.

"L.443/2001 – PROGRAMMA GRANDI OPERE: Ponte sullo stretto di Messina
Se esiste una delibera del CIPE nel senso dichiarato dal ministro non sarebbe male che fosse comunicata la data. Nelle carte ufficiali il corridoio “termina” a Palermo, degli studi di fattibilità approvati dal CIPE e quant’altro sull’ammodernamento della tratta Palermo Trapani e possibile terminale del corridoio 1, non siamo riusciti a trovare traccia."

Io stesso lanciai una Petizione Europea con il risultato di discuterla a Bruxelles e con la semplice risposta che fu il Governo di Allora a non volerlo più, ecco il testo con i documenti che sono in mio possesso di quanto dico:

"Uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei:
qualsiasi cittadino può esercitare in qualsiasi momento il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, individualmente o in associazione con altri, ai sensi dell'articolo 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

PROGETTO MEZZOGIRONO RITENENDO FONDAMENTALE, PRIORITARIO E VITALE NON RIMANERE FUORI DALL'EUROPA AFFINCHE' LE NOSTRE IMPRESE POSSANO ESSERE COMPETITIVE PRESENTA UNA PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO"

Ecco una delle interpellanze di allora:

Seduta n. 520 del 19/9/2011
ATTI DI CONTROLLO
PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
la Commissione europea, nell'analisi del progetto di bilancio comunitario per il 2020, presentato il 29 giugno 2011, ha proposto, cambiando la geografia europea delle grandi infrastrutture, di cancellare il progetto iniziale TEN «Corridoio 1» Berlino-Palermo, per sostituirlo con un nuovo «Corridoio 5» Helsinki-La Valletta che non seguirebbe più il naturale percorso verso sud, ma da Napoli punterebbe verso Bari per raggiungere, via mare, Malta;
la suddetta manovra, già denunciata dagli interpellanti in un precedente atto di indirizzo n. 1-00699 presentato il 26 luglio 2011, rischia di confinare la Sicilia ad una dimensione interregionale, e di trascurarne anche la sua funzione di gateway verso l'Africa;
della suddetta ventilata ipotesi a quanto pare non sono mai stati messi ufficialmente al corrente i rispettivi governatori delle regioni interessate e cioè Sicilia, Calabria, Basilicata, che hanno piuttosto appreso da altre fonti le modificazioni del tracciato che, nella sua versione originaria, ricadrebbe su vaste aree di territorio delle stesse;
il vicepresidente italiano della Commissione europea, onorevole Tajani, fino a qualche mese fa commissario ai trasporti ha dichiarato ai principali quotidiani siciliani che la suddetta proposta di modifica non sarebbe frutto di scelte da parte della Commissione europea ma delle autorità italiane preposte, dichiarando testualmente che: «Il commissario europeo ai Trasporti Kallas non fa di testa sua, decide in base alle indicazioni fornite dal Ministero delle infrastrutture, per cui dovete rivolgervi al ministro Matteoli»;
il Governo, tramite il Ministro interpellato Altero Matteoli ed il Viceministro Roberto Castelli, in occasioni diverse avrebbe assicurato che la posizione dell'Italia in sede europea è stata ribadita in modo determinato e che quindi la scelta del Corridoio 1 (Berlino-Palermo) resta l'unica;
più precisamente il Ministro Matteoli nel corso di un'intervista ha avuto modo di precisare testualmente che: «Il Governo ha sempre considerato prioritario il Corridoio europeo Berlino-Palermo e mai si è discostato da questa impostazione. Per scongiurare l'avverarsi dell'ipotesi di una sua modifica, ventilata in ambienti Ue, già sono stati fatti i passi opportuni ed altri si faranno se necessari. Sorprendono quindi le incredibili dichiarazioni pubblicate dal giornale La Sicilia e attribuite al vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, che, qualora confermate, sarebbero frutto di una preoccupante e ingiustificata disinformazione sul delicato dossier europeo»;
il Viceministro Castelli nel corso di una recente riunione propedeutica che si è tenuta in Polonia si è anch'esso battuto per la conferma del Corridoio 1 Berlino-Palermo pur facendosi «stranamente» accompagnare dall'amministratore delegato di FS dottor Moretti, notoriamente contrario all'alta velocità da Salerno a Reggio Calabria;
considerate le suddette dichiarazioni divergenti risulterebbe determinante che in tale fase il Governo assumesse un comportamento deciso e tempestivo, che faccia chiarezza in vista delle presentazione definitiva della proposta da parte del Commissario europeo prevista per il 19 settembre 2011 e che dovrà successivamente essere discussa dal Consiglio dei ministri dei 27 Stati dell'Unione europea il 21 settembre 2011;
per dipanare la questione e scongiurare il pericolo dell'avverarsi della modifica del progetto di cui in premessa, minando così l'intero progetto infrastrutturale per il rilancio del Sud, i governatori delle regioni Sicilia e Calabria hanno chiesto al Presidente del Consiglio un incontro urgente ed il suo personale coinvolgimento nella vicenda -:
se non ritengano di dover riaffermare la priorità per il Governo del «Corridoio 1» Berlino-Palermo assumendo una posizione chiara e decisa anche in coerenza con l'impegno palesemente dimostrato dal Governo nazionale sulla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina ed in linea con il sistema facente parte del piano del sud e della rete transeuropea dei trasporti già in fase di attuazione avviata.
(2-01200)
«Lo Monte, Commercio, Lombardo, Oliveri, Brugger».

DI FATTO IL PONTE E' DECEDUTO E CON ESSO LO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE DELLA SICILIA.

domenica 2 maggio 2021

Regionali Calabria Italia Viva canditi Lino Polimeni

 Regionali Calabria Italia Viva canditi Lino Polimeni

Regionali Calabria, dopo Pasqua i partiti chiamati a sciogliere i nodi e confermare le candidature. ITALIA VIVA SCELGA UN RAPPRESENTATE DI ROTTURA

 I 5 stelle dovranno decidere tra de Magistris e Irto mentre Italia viva rischia di scomparire dopo la fuga di massa dei suoi dirigenti che il Pd è pronto ad accogliere. Il tavolo del centrodestra dovrà confermare invece il nome di Occhiuto.

ITALIA VIVA SCELGA UN RAPPRESENTATE DI ROTTURA


De Luca si candida contro Musumeci: “Fino a oggi è stato un Governo del Nulla”, ma anche De Luca fino ad oggi a deluso su Messina Città

 De Luca si candida contro Musumeci: “Fino a oggi è stato un Governo del Nulla”, ma anche De Luca fino ad oggi a deluso su Messina.

Si era partiti bene ma negli ultimi mesi sta deludendo, la Città è piu' sporca che mai e le sanzioni languano.

Non credo che per il CDX la scelta alle prossime Regionali possa essere ne Musumeci , ne De Luca.


Un Governo Regionale e un Musumeci deludente nei risultati e per tutto il Cdx

 Serve Trovare per le prossime Regionali un uomo di Cdx che possa svoltare completamente la gestione quasi anonima di Musumeci, che non è altro che una continuazione del Governo Lombardo.

Tante Parole e pochi fatti.